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Ep. 8 – In casa della contessa

Entrando ho l’impressione di essere piccolissimo. Avete presente quando guardate il cielo di notte, con tutte quelle costellazioni che sembrano arrotolarsi una sull’altra? Ogni volta, con il naso all’insù, penso a quanto siamo piccoli. Così entrando in questa casa. Casa, poi. Questo è un palazzo.La sala sarà cinque, sei metri per lato, il soffitto altoContinua a leggere “Ep. 8 – In casa della contessa”

Ep. 7 – L’anziana

Dio mio che nome di merda. È la vecchia – scusate, anziana signora, – seduta dietro, con quel cellulare grande come la sua faccia. Squillacioti, ha detto di chiamarsi. Sono Squillacioti, mi passa Briatore? Me l’ha urlato nell’orecchio che sembrava un’aquila. Ora, due sono i motivi: o credeva di suscitare in me una punta d’invidia, oContinua a leggere “Ep. 7 – L’anziana”

Ep 6 – Un cane marrone

Di solito non li lascio salire, i cani, perché lasciano i peli sui sedili e puzzano. Provate a chiedere, non sono tanti i tassisti che li fanno salire. Stamattina, però, quella ragazza mi ha fatto pena. L’ho trovata in lacrime abbracciata a una donna più grande di lei, poteva essere sua madre, con un caneContinua a leggere “Ep 6 – Un cane marrone”

Ep. 5 – Funerali e scambisti

Sia chiaro, non sono uno di quei bacchettoni che davanti alla televisione sbraitano vedendo… insomma, non sto a spiegarvi. Non lo sono e basta. Per me sei libero di fare ciò che ti pare, basta che non mi pesti i piedi e che non fai male ai più deboli. Non è che non li tolleri.Continua a leggere “Ep. 5 – Funerali e scambisti”

Ep. 4 – Manca qualcosa

Mi fermo al Bar Giardino per un caffè e sono solo al bancone. Certo, direte voi, se sei al bar per un caffè vuol dire che minimo minimo sono le sei della mattina, e la gente, a quest’ora, è a casa che dorme.Vi sbagliate.C’è un po’ di gente, di solito, qui da Giulio, perché leContinua a leggere “Ep. 4 – Manca qualcosa”

Ep. 3 – Un lavoro come un altro

Sale questo tizio un po’ yé yé, il classico milanese che siamo abituati a prendere in giro, con la giacca chiara alla moda, i pantaloni di tweed aderenti, le scarpe lucidate e il telefono all’orecchio; solo che non ha l’accento milanese ma un’inflessione diversa, centromeridionale, non capisco da dove viene. Mi dice di andare all’ospedaleContinua a leggere “Ep. 3 – Un lavoro come un altro”

Ep. 2 – Il calice da degustazione

La domenica non è come gli altri giorni. Che scoperta, direte voi. Giusto, evidente. In giro sono tutti tranquilli, le strade svuotate dal traffico lavorativo e si va che è un piacere. Ora, non voglio fare quei discorsi sulla città che la domenica sembra un po’ più tua e via dicendo, però è un piacereContinua a leggere “Ep. 2 – Il calice da degustazione”

Ep. 1 – Tassisti, preti e suicidi

Faccio il tassista da venticinque anni, e ogni tassista, se lo fa da tempo, ha qualcosa da raccontare. Eccovi già lì a pensare a rapine, prostitute, traffici illegali, storie losche, roba così. Niente di tutto questo. Era uno che è saltato sul mio taxi, un ragazzo triste. Che cazzo, stava piangendo da mezz’ora e nonContinua a leggere “Ep. 1 – Tassisti, preti e suicidi”